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Quando il terapeuta digitale è rimborsato dalle casse malati

UFSP / Dal prossimo 1. luglio «Deprexis», un trattamento per la depressione basato sull’IA, potrà essere coperto dall’assicurazione di base – Ci sono però dei limiti A partire dal prossimo 1. luglio, «i costi delle applicazioni sanitarie digitali per il trattamento di depressioni saranno coperti dall’assicurazione obbligatoria delle cure medicosanitarie », indicava all’inizio dello scorso dicembre l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Tradotto: le casse malattia rimborseranno una sorta di terapeuta creato con l’intelligenza artificiale.

Ma di cosa si tratta? Si chiama «Deprexis» ed è una terapia digitale personalizzata, sviluppata in Germania dalla società GAIA. È uno strumento di supporto alla psicoterapia che può essere utilizzato per il trattamento di episodi depressivi da lievi a moderati. «Nei casi di depressione grave, l’efficacia e l’adeguatezza non sono state ritenute sufficienti », precisa sul suo sito l’UFSP, aggiungendo che in questi casi più gravi le casse malattie non rimborseranno.

Come funziona?

Deprexis, con l’aiuto dell’IA, «fornisce conoscenze derivanti dalla terapia cognitivo-comportamentale e può essere utilizzata come trattamento complementare alla psicoterapia oppure come sostegno durante il periodo transitorio in attesa dell’inizio di una psicoterapia ».

Sul sito web, la stessa Deprexis indica che «attraverso un dialogo virtuale riceverai suggerimenti, metodi e tecniche che ti aiuteranno a riconoscere e affrontare schemi di pensiero negativi e ad adottare una prospettiva positiva». Sono dialoghi simulati (ed elaborati da psicoterapeuti) con l’intelligenza artificiale che «personalizza» e adatta il suo approccio e le risposte da fornire al paziente. Uno dei limiti, però, è che lo psicoterapeuta (o lo psichiatra, oppure il medico che ha prescritto Deprexis) non ha accesso alle informazioni scambiate dal paziente con Deprexis.

Aumentare l’autostima

Ci sono una serie di moduli per aumentare ad esempio l’autostima tramite psicoeducazione, psicologia positiva, tecniche per riconoscere i pensieri negativi a consigli per stili di vita più sani. Tuttavia, è bene sottolinearlo, si tratta di uno strumento di supporto e di auto-aiuto, ma non sostituisce il medico, lo psicologo, lo psicoterapeuta o lo psichiatra. Proprio per questo motivo, questa terapia digitale può essere prescritta solamente da medici specialisti (psichiatri e psicoterapeuti) oppure da medici (anche di base) con specializzazione interdisciplinare in medicina psicosomatica e psicosociale, affinché i costi siano coperti dall’assicurazione di base. «La valutazione della situazione del paziente e la decisione sulla terapia appropriata sono di competenza dei medici che prescrivono», indica al Corriere del Ticino una portavoce dell’UFSP.

Il criterio economico

Il rimborso massimo previsto è di 171,32 franchi per una licenza della durata di 90 giorni, ci spiega ancora l’Ufficio federale della sanità pubblica, pur riconoscendo che non è ancora possibile fornire una stima dei costi totali che dovranno sostenere le casse malati.

In ogni caso, ricorda l’UFSP, affinché i costi siano coperti dalle assicurazioni sanitaria devono essere disponibili prove cliniche che ne dimostrino l’efficacia e l’adeguatezza. Per quanto riguarda il criterio dell’economicità, l’UFSP procederà a delle valutazioni anche dopo l’entrata in vigore di questo cambiamento (ovvero inizio luglio, ndr).

Altre opzioni

Deprexis è la prima, ma non sarà l’unica soluzione terapeutica digitale che potrà essere rimborsata dalle casse malattia per il trattamento di depressioni.

L’Ufficio federale della sanità pubblica ha infatti dato il via libera - sempre a inizio dicembre - anche ad altri prodotti, a condizione che soddisfino i criteri di efficacia, adeguatezza ed economicità. Fa.Lu.

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