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IL RIMEDIO AL FASTIDIO

Alessandro Pironaci

Ogni tanto capitano quei pruriti veramente fastidiosi. Si badi bene a non immaginare un prurito generico, bensì a un prurito ostico da soddisfare e persino da individuare. Non si tratta di un prurito invalidante, eppure è lì a mettere quella nota amarognola in una giornata altrimenti idilliaca. Pagheremmo per un rimedio miracoloso per sottrarci a questa minuscola eppure irritante agonia. Ebbene, da ieri, per un prurito ben specifico avete avuto il vostro rimedio rapido ed efficace. Non preoccupatevi, Made In Ticino non si è trasformata in una rubrica di rimedi farmacologici, nonostante le caratteristiche curative della musica siano chiare a tutti. Ieri è stato pubblicato l’ultimo album di Delta Brain e SuperApe: i due artisti da un paio di anni hanno cominciato a sfornare regolarmente singoli, aggiudicandosi pure un MX3 «Tutti per uno» con il brano Prima Uscita, che vede anche il featuring con Mara. Ciononostante, volendo giocare al detective pazzo che collega con un filo rosso una miriade di foto appese al muro, non era facile immaginare quale sarebbe stato il nucleo tematico del disco in grado di accomunare tutti i singoli prodotti sinora dal duo. La risposta è arrivata dal titolo stesso dell’album, Giovani Vecchi, e dai brani inediti.

Come annunciato col primo paragrafo, Giovani Vecchi, spegne un prurito unico nel suo genere: si tratta di quello strano fastidio che alcuni provano in quella piccola stonatura nel vivere ed osservare il mondo. Tutte quelle volte in cui ci siamo sentiti in dovere di ridere per esigenze sociali, tutte quelle volte in cui avremmo preferito stare da soli, oppure tutte quelle volte in cui avremmo voluto dire qualcosa dinnanzi a eventi o discorsi aberranti, ma abbiamo deciso di stare in silenzio: sono tutti dei momenti di minuscolo lutto, che però in Giovani Vecchi, trovano sfogo e voce.

Nonostante il lato di sofferenza insito in queste dinamiche, i testi di Delta giocano con ironia anche sul contrappeso dato dalla dimensione ridotta di questi dolori. Tuttavia, è encomiabile il lavoro fatto nel saper dosare attentamente, sia nella sequenza dei brani che all’interno degli stessi, l’addensarsi e l’alleggerirsi della drammaticità o della comicità con cui vengono trattati i temi. La medesima attenzione è stata posta da SuperApe, il quale non solo ha composto le basi, ma ha infuso in esse una cura estrema: oltre all’eccellente lavoro nel dirigere la voce di Delta verso sound insoliti per il rapper e darle il perfetto ambiente in cui esprimersi, i suoni di SuperApe raccontano tanto quanto i testi. Infatti, la base incorpora elementi che viaggiano fra gli anni e i generi musicali più lontani, spesso durante lo stesso brano: finita una strofa tutta reggae arriva un bridge dall’armonia e ritmica punk; dopo un campionamento di brillanti ottoni che profumano di secolo scorso, ecco che ci troviamo a sorridere a frasi meme rese celebri da internet. Insomma, Giovani Vecchi vive in quella via di mezzo piena di contrasti, compromessi e norme che raramente trovano una chiara sintesi: eppure, questo album fa eccezione alla regola.

Giovani Vecchi, Delta Brain, SuperApe,REC-RECORDS

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